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18 Marzo 2019

Quando scegli il tuo impianto solare termico, fai a meno del glicole!

a cura di Domenico Troli, Tecnico Commerciale di Paradigma.

Quando si parla di energia rinnovabile, inevitabilmente viene in mente il sole, la fonte che in assoluto possiamo definire rinnovabile e a costo zero. Quando la utilizziamo per produrre energia termica abbiamo a casa nostra acqua calda e riscaldamento, prodotto in modo economico ed ecologico. 
Ma è veramente così?  

La stragrande maggioranza dei sistemi solari per la produzione di acqua calda sanitaria utilizza una tecnologia ormai vetusta che prevede l’impiego, all’interno del circuito solare, di un fluido formato da acqua e glicole che, per quanto sia del tipo atossico (GLICOLE PROPILENICO), è sempre comunque un prodotto chimico soggetto ad alterazioni chimiche dello stato iniziale in base alla temperatura. Pochi sanno cosa accade a questo fluido all’interno del circuito solare e pochi sanno i danni che può provocare all’impianto solare ma ancor di più all’ambiente se questo fluido non viene smaltito correttamente.

Quali sono i rischi per un impianto solare termico con il glicole ?

Il nemico numero uno degli impianti solari termici è la STAGNAZIONE, ovvero il fermo impianto dei pannelli solari termici sotto un sole cocente ed il passaggio di stato del fluido all’interno del circuito, dallo stato liquido a quello gassoso di vapore. La stagnazione è un fase assolutamente indesiderata in un impianto solare termico e mette duramente alla prova la resistenza e la tenuta dei componenti e dell’antigelo stesso che, sottoposto a temperature elevate, diventa in breve tempo ACIDO ed AGGRESSIVO con fenomeni di corrosione per il circuito dell’impianto e possibile formazione di agglomerati peciosi simili a petrolio.
 

Come prevenire e tenere sotto controllo le conseguenze del glicole nell’impianto?

Molti installatori, una volta installato un impianto solare termico, non mettono in guardia il cliente del fatto che un impianto solare termico con il glicole ha bisogno di manutenzione e/o controlli regolari eseguiti da personale specializzato e che sarebbe opportuna una cadenza regolare di verifica ed eventuale manutenzione stabilita già a priori.
Una cadenza auspicabile è quella annuale, anche se si potrebbe comunque prevedere una prima verifica dopo i 6 mesi dall’installazione. I controlli da eseguire sono numerosi e vanno da quello della portata del fluido termovettore nel circuito che deve essere uguale al suo valore di progetto perché eventuali riduzioni potrebbero indicare la presenza di depositi calcarei o di ostruzioni di altra natura, all’assenza di aria nel circuito, solitamente segnalata da rumori nelle tubazioni, all’integrità dei componenti, punti particolarmente sensibili che devono essere controllati sono la membrana del vaso di espansione, le valvole di sfiato e quelle di sicurezza.
Eventuali perdite di fluido dovute a danneggiamenti nella tenuta del circuito primario, possono essere individuare o visivamente oppure, con maggiore precisione, dalla verifica del valore della pressione. Un aspetto particolarmente rilevante nel caso in cui il circuito primario contenga una miscela di acqua e antigelo è la verifica dello stato e della composizione del fluido termovettore, soprattutto in seguito a fasi di stagnazione che hanno comportato una sua parziale o totale evaporazione.

E’ quindi importantissimo, nel caso di impianto con glicole, verificarne periodicamente la percentuale presente nella miscela e la sua acidità. Il pH non dovrebbe scendere al di sotto di 6,6 altrimenti il fluido potrebbe diventare pericolosamente corrosivo per le componenti di impianto, senza contare cosa potrebbe accadere se la corrosione intaccasse il serpentino del sistema di accumulo dove il fluido antigelo effettua lo scambio termico con l’acqua utilizzata per i servizi igienici ed andasse a mescolarsi con quest’ultima.

Nel corso di queste manutenzioni è fondamentale accertarsi che il fluido residuo venga smaltito come rifiuto tossico e NON incanalato verso gli scarichi fognari o sul terreno. I danni provocati da questa miscela esausta sono impagabili e mostrano la misura di quanto poco ecologia sia in verità questa tecnologia se affidata in mani poco avvedute.
 

Puoi evitare tutte queste problematiche scegliendo il Sistema Aqua di Paradigma!

Con l’esclusivo  Aqua SolarSystem di Paradigma NON esiste più il problema del glicole perché all’interno del circuito solare viene impiegata la molto più economica e più prestante acqua, riducendo di molto le spese di manutenzione ed eliminando totalmente il problema ambientale.
La maggior prestazione termica dell’acqua, rispetto ad un liquido glicolato, permette anche una maggior resa del circuito solare facendo sì che si possa risparmiare fin da subito installando un sistema meno ingombrante sia fisicamente che economicamente e con rese certamente più elevate, rendendo fin da subito più leggera la spesa che si affronta in rapporto all’energia utile prodotta.

Con il sistema Aqua di Paradigma possiamo finalmente auspicare di avere in casa un sistema SICURO, PERFORMANTE ed ECOLOGICO, con una durata che si protrae nel tempo in misura considerevole dato che all’interno del sistema non c’è presenza di fluidi che possono diventare corrosivi nel tempo.

 

 

Fonte: Paradigma Italia

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